Settore giovanile
venerdì, 12 agosto 2016, 08:40
di diego checchi
Massimo Indragoli, nuovo direttore tecnico del settore giovanile che ci spiega nei minimi dettagli qual è la filosofia di lavoro che vuole portare alla Lucchese. Un'intervista tutta de seguire e che tocca veramente tanti temi a circa un mese dal suo ingresso ufficiale nella Lucchese. E' tempo per un primo bilancio.
Come stanno andando queste prime settimane?
“Direi bene, cerchiamo di fare le cosa con calma ma ci sono buone basi si cui si può lavorare”.
Cosa significa essere tornato a Lucca?
“Per me è una grandissima soddisfazione. Io qui sono cresciuto, ci ho giocato e allenato, adesso sono qui per fare qualcosa di importante”.
Quali obiettivi si pone?
“Gli obiettivi sono tanti ma innanzitutto vorrei che il settore giovanile potesse proporre almeno uno o due ragazzi alla prima squadra. In seconda battuta vorrei ridare la giusta importanza a un settore giovanile professionista, vorrei che i ragazzi si sentissero orgogliosi di giocare nella squadra della loro città. Inoltre per me è importante lavorare sui piccoli, sulle scuole calcio”.
Pensa che vada migliorato qualcosa?
“Migliorare si può migliorare sempre, più che altro credo che vada ampliata l'offerta per i ragazzi, a partire dagli impianti, valorizzando quello che c'è, magari recuperando “la gabbia” e cercando nuovi spazi. A me piacerebbe che la prima squadra trovasse uno spazio suo e creare un bel centro per il settore giovanile all'Acquedotto”.
Ha riportato alla Lucchese alcune vecchie conoscenze...
“Innanzitutto ho riportato gente di Lucca, gente che ha qualità ed esperienza per fare bene e poi ho cercato di metterli nel posto dove possono dare il meglio e anche crescere professionalmente. Alla Berretti, come già sapete, ci sarà Di Stefano mentre gli Allievi Nazionali Graziani. Agli Allievi B ci sarà Di Bene, ai Giovanissimi Nazionali è stato confermato Aliboni mentre i giovanissimi B sono stati affidati a Gennazzani. Andando ai più piccoli, al 2004 ci sarà Nobile, al 2005 ci saranno Bertolozzi e Ruglioni ed infine al 2005 ci sarà Lapiccirella. In tutto sono otto squadre”.
Preferisce un settore giovanile di qualità o di quantità?
“Noi vogliamo fare qualità, non voglio mille ragazzini e voglio che i ragazzi che vengono qui siano scelti dalla Lucchese”.
Come intende gestire i rapporti con le società vicine?
“I rapporti si gestiscono stabilendo delle regole precise e condivise, poi è fondamentale che queste regole vengano rispettate. La mia intenzione è di parlare con tutti senza nessuna preclusione, poi vedremo le risposte nel corso della stagione. L'importante è che ci sia rispetto reciproco”.
Ci saranno anche ragazzi che vengono da fuori?
“Non vorremmo prendere ragazzi da fuori, ne sono rimasti un paio dall'anno scorso ma per ora preferirei solo ragazzi di qui, più in là si vedrà”.
Quale messaggio vuole passare ai ragazzi?
“Ai ragazzi dico che bisogna divertirsi, se non c'è divertimento non si può diventare giocatori. Ne parlavo proprio ieri con Mingazzini e mi diceva che dopo tanti anni di professionismo se non si divertisse più non riuscirebbe a reggere i ritmi degli allenamenti”.
Che obiettivi si pone per le sue squadre?
“Non faccio il settore giovanile per la classifica, ora c'è da ricostruire l'ambiente poi ci si penserà. È chiaro che in campo si va tutti per vincere ma adesso è più importante creare delle basi solide”.
Come mai Montanaro è stato ceduto all'Empoli?
“Montanaro qui era chiuso per la prima squadra ed il campionato Berretti l'aveva già fatto per cui abbiamo deciso che per il suo bene avrebbe dovuto confrontarsi con un campionato importante come quello Primavera. Montanaro è in prestito e quindi se farà bene, l'anno prossimo potrebbe tornare qui alla prima squadra. Altri giocatori di prospettiva sono stati mandati i prestito perchè la società li vuole valutare al meglio, giocatori come Citti e Russo che hanno entrambi grossi margini di crescita”.
Ha già un gruppo di osservatori?
“Ho chiamato Roberto Gennazzani come responsabile degli osservatori per creare una rete ma vorrei che i nostri allenatori fossero i primi osservatori perchè sono loro che conoscono le squadre e sanno chi può essere inserito oppure no”.
Come gestirà il rapporto con i genitori?
“Sono sempre molte felice di parlare con i genitori. Con loro parlo volentieri di tutto tranne che di calcio, degli aspetti tecnici se ne parlerà tra tecnici”.
Pensa che la scuola abbia un ruolo importante per i ragazzi?
“Ovviamente, prima che diventare giocatori devono diventare uomini, in quell'ottica è fondamentale che studino per prepararsi alla vita, ma la scuola è importante anche per lo sport perchè insegna anche ad organizzarsi”.
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