Settore giovanile : juniores

Il sogno di Francesconi: "Da allenatore arrivare dove non sono riuscito da giocatore"

venerdì, 16 novembre 2012, 10:28

di diego checchi

Alberto Francesconi ha appena finito l'allenamento e si concede a Gazzetta Lucchese raccontando la sua esperienza da allenatore degli Juniores rossoneri: “Sabato scorso per la prima volta sono stato in panchina da allenatore perchè proprio la scorsa settimana ho conseguito il patentino. Devo dire che è stata un'emozione particolare anche perchè mi sono ritrovato sin da subito in uno stadio importante come quello di Massa. È vero che sotto il tunnel c'è stata un po' di emozione ma quando l'arbitro ha fischiato l'inizio della gara ho pensato soltanto a dare le indicazioni giuste ai miei ragazzi. Rispetto a quando ero giocatore in panchina è tutto diverso perchè hai più tempo per pensare. Quando sei in campo hai l'adrenalina e il fiato corto, quindi, a volte, le mie idee erano anche annebbiate. Adesso sono più razionale e cerco di dare tranquillità ai miei ragazzi”.

Come affronterete la partita di sabato prossimo contro l'Arezzo?

“Come tutte le altre, cercando ovviamente di vincere e giocare bene. L'allenatore di questa formazione deve essere bravo a barcamenarsi e miscelare le forze che ha. In settimana ti trovi ad allenare diversi giocatori che magari non vengono schierati in campo il sabato, oppure che la domenica giocano negli Allievi, ma sapevo bene di questa situazione perchè tutto dipende da quanti giocatori della prima squadra scendono negli Juniores. Con i ragazzi che si allenano con me durante la settimana sono stato chiaro e ho spiegato loro che sarebbe esistita questa eventualità”.

Che cosa ha chiesto ai giocatori della prima squadra che scendono negli Juniores?

“Di impegnarsi e di dare il massimo come fanno tutti gli altri”.

Nelle ultime settimane ha dato molto spazio a Nardi e Bertuccelli, due giocatori classe 1996.

“È vero, e credo che il prossimo anno possano essere impiegati con maggior continuità. Lo stesso discorso vale anche per Ricci”.

Che cosa vede nel suo futuro?

“Non lo nascondo, mi piacerebbe arrivare ad alti livelli come allenatore. Riuscire a fare quello che non mi è accaduto da giocatore. Non disdegno nemmeno un'esperienza all'estero e sono pronto a prenderla in considerazione, ovviamente dopo giugno, potendo portare con me tutta la famiglia. Ho la fortuna di sapere tre o quattro lingue e ritengo che sarebbe importante per i miei due figli frequentare una scuola internazionale per confrontarsi con altre culture. Per il calcio andrei ovunque. Adesso ho il patentino “Uefa B”, ma vorrei conseguire al più presto anche quello di “Uefa A”. Speriamo che nella mia carriera si possano presentare dei treni giusti”.    

 



caffè bonito



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