Porta Elisa News

Brunori a Corner Corto: "L'allenatore non è in discussione"

lunedì, 19 ottobre 2026, 20:10

“Bernardini è a rischio? Quando si parla di una scelta di un tecnico come lui si parla di un percorso che deve avere fisiologicamente il tempo di esprimersi, poi è chiaro che tutti si deve fare i conti con il tempo. Ma si deve avere la forza di portare avanti una scelta per un tempo ragionevole, non si abbandona il bambino alla prima difficoltà: la posizione del tecnico non è in discussione”: lo ha dichiarato il presidente della Lucchese Matteo Brunori che è stato ospite della puntata odierna di Corner Corto, la trasmissione in diretta Facebook di Gazzetta Lucchese. Tantissime le domande poste al numero uno rossonero dai tifosi collegati, domande che hanno spaziato dagli aspetti più prettamente legati al momento vissuto dalla squadra sino alla vicenda stadio.

Sulla possibilità di vincere il campionato: “Penso che se ci basiamo sulla storia, vincere il campionato di Serie D al primo tentativo è un dato non facile: in pochi hanno fatto il doppio salto. Che Pistoiese e Prato siano anni che ci provano, ce lo conferma, ma l'intenzione è quella di fare il massimo a provarci. Nella peggiore delle ipotesi è quella di trovarsi un progetto tecnico per l'anno dopo”.

Sulle incertezze della squadra: “Perché la squadra balbetta? Penso che in un gruppo completamente nuovo e con personalità già formate trovare la giusta amalgama non è facile. Ma abbiamo la fortuna di avere ragazzi che ci credono sia nello spogliatoio che nello staff che lavorano in questa direzione. I giocatori non hanno chiaro la responsabilità dell'indossare la maglia? L'allenatore ha le sue responsabilità, ma in campo vanno i giocatori, non lo dimentichiamo. Se dovessi fare una scelta oggi, cambio guida tecnica ma anche venti giocatori, ovviamente è una estremizzazione, ma è per spiegarmi. Detto questo, non mi pare che siano giocatori senza personalità, in tanti hanno vinto campionati, non penso sia quello il problema. Io continuo a pensare che sia una squadra forte, e forse la convinzione di essere forti li porta spesso ad iniziare le gare in modo molle, ma non so se è l'analisi giusta, forse non si sono ancora calati nel dover mandare la palla in tribuna quando serve. Se abbiamo più punti di quelli che meritavamo? Non sono d'accordo. Non credo che sia una squadra che deve vedere un miglioramento prestazione dopo prestazione, basterebbe vedere gli allenamenti, penso semmai che a questa squadra serva un clic: lavoro, umiltà, parola di meno e strillo di più. E' una squadra a cui va dato il tempo di fare quel clic. Mercato? Siamo sempre attenti e non è detto che si debba andare sugli svincolati, qualora servano accorgimenti, siamo disponibili a valutare e a intervenire”.

“Perché smantellata la squadra dello scorso anno? Ogni categoria ha regole non scritte e servono giocatori e staff per quella categoria, per fare un campionato rappresentativo andava rivoluzionato il tutto. Via Pirozzi? Si è pensato che con una nuova guida tecnica ci sarebbe stato un progetto tecnico diverso, al giorno di oggi è inutile fare gli scienziati cercando soluzioni megalattiche, la cosa più sensata è scegliere dei modelli di riferimento. Se, per esempio, si vuole costruire un settore giovanile, servono idee di calcio similari per aprire un ciclo che abbia questi parametri di calcio. Altrimenti è difficile portare dai settori giovanile alla prima squadra i calciatori. Questa ci è sembrata la scelta più ponderata”.

“Fedato fuori rosa? Non faccio il tecnico, e rispondo sulle linee generali e non nel singolo caso: vengono fatte considerazioni tecniche e societarie quando si cambiano le guide tecniche. E abbiamo fatto questo tipo di scelte, vale anche per Milan che è un ottimo portiere”.

“Stadio? E' un percorso, tante volte anche io sono impulsivo, anche se meno negli ultimi anni, a fronte di tutto l'impegno che stanno mettendo tutte le parti in causa vista la complessità dell'intervento. A breve, una volta messa giù la parte relativa agli adempimenti legali e amministrativi, daremo il via al deposito della proposta. E' il nostro primo interesse essere più veloci possibile ma serve l'adeguato approfondimento”.

“Perché è finito il rapporto con Gianni? In realtà penso che quando si sceglie di fare questo tipo di percorsi è come un viaggio con varie fasi e tutti quelli che sono a bordo della macchina devono avere una visione condivisa, se non c'è ognuno prende la propria strada. Io scelgo di andare a una certa velocità, se qualcuno va ad un'altra, libero di farlo e di interrompere serenamente il rapporto. Divergenze sull'allenatore? Non è questo”.

“L'imprenditoria locale? Al di fuori delle manifestazioni di vicinanza e affetto al di fuori dei noti, non ho sensazioni di ostilità. Mi trovo molto bene nelle frequentazioni che ho. Banner pubblicitari allo stadio? Qualcuno c'è e lo ringrazio, ci sono tante attività di ristorazione, forse perché mangio parecchio. Scherzi a parte, non penso che ci siano obblighi per chi vive qui di sponsorizzare la Lucchese, per mille ragioni. Ringrazio tutti coloro che si sono avvicinati, è molto gradita, a prescindere all'impatto economico.

"Le offese e critiche social? Cerco di guardarle il meno possibile, magari le persone vicine mandano lo screenshot pensando di fare qualcosa di gradito e uno finisce per aver conoscenza. Ho promesso ai miei avvocati di non parlare dei social: credo che determinate persone siano indegne di rispetto quando scrivono determinate cose, la cosa migliore è non considerarle. Dirette tv? In casa venite allo stadio, per quelle in trasferta vi saprò dire, non voglio dire inesattezze. Le maglie quando in vendita? C'è un progetto per aprire uno store anzi se qualcuno ha indicazioni per dei fondi, ben venga. Lo store on line invece a brevissimo, una settimana, dieci giorni”.

  

 




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