Porta Elisa News

Lucchese, il mistero dell'assemblea dei soci di aprile

martedì, 21 maggio 2019, 12:34

di fabrizio vincenti

Il 19 aprile c'è stato il cambio della guardia al vertice della Lucchese, al posto di Umberto Ottaviani è subentrato come amministratore unico il socio di maggioranza Aldo Castelli che detiene il 98 per cento della società. Un cambio, dopo l'inibizione di Ottaviani, a livello sportivo, ma soprattutto in vista della presentazione, avvenuta pochi giorni dopo, della richiesta di concordato in bianco. 

Per fare tutto questo è stata convocata, a Roma, presso lo studio di Enrico Ceniccola, che ha svolto le funzioni di segretario, un'assemblea dei soci proprio in quella data. E dal verbale della riuione che è stato inviato in Camera di Commercio risulta che l'assemblea è stata totalitaria, ovvero che era rappresentato tutto il capitale sociale, oltre a Castelli, Moreno Micheloni e Città Digitali, o di persona oppure con delega.

"Il presidente – si legge nel verbale – constatato e fatto constatare che è rappresentato l'intero capitale sociale, dichiara validamente costituita l'assemblea per deliberare sulle materie iscritte all'ordine del giorno". Tutto chiaro? Mica tanto, perché a Roma, quel giorno, Moreno Micheloni non è mai andato e nemmeno ha prodotto deleghe. E' lo stesso socio rossonero a confermarlo.

"Non sono assolutamente andato a Roma quel giorno – spiega – e nemmeno ho sottoscritto deleghe a chicchesia per rappresentarmi, in quella assemblea non sono mai stato né ho delegato". Già, e allora perché il verbale in Camera di Commercio dice diversamente? Lo abbiamo provato a chiedere al segretario dell'assemblea, che ha redatto il verbale stesso, ovvero Enrico Ceniccola.

"Quel verbale – assicura – rappresenta la realtà. Non c'erano né Anca Moldovan per Città Digitali né Moreno Micheloni. Se abbiamo le deleghe? Certamente. In ogni caso, dopo quell'assemblea ne è stata indetta un'altra stavolta straordinaria dal notaio per avviare l'iter per la richiesta del concordato preventivo a cui era presente solo l'amministratore e indetta un'altra, stavolta per tutti i soci, il 30 maggio, per gli aggiornamenti sulla richiesta al tribunale". Resta però il mistero dell'assemblea totalitaria, con due versioni che divergono di 180° e un documento depositato in Camera di Commercio e consultabile da chiunque.

E a proposito  della richiesta presentata in tribunale, dal quale si attende a breve un pronunciamento, ecco la motivazione principale addotta per giustificare lo stato di crisi societaria: "Complicate situazioni ambientali ed alcuni contenziosi relativi alla validità delle fideiussioni presentate per l'iscrizione al campionato di Lega Pro, hanno impedito alla nuova maggioranza della Lucchese di esprimer un management adeguato e di gestire l'ultimo calciomercato in maniera appropriata". C'è scritto proprio così, in sostanza che non sia stato cacciato praticamente un euro è perché non si è riusciti a produrre un management adeguato, ribadendo, di fatto, che Aldo Castelli era lì senza ragione e senza mezzi economici e finanziari adeguati. 




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