Porta Elisa News
lunedì, 26 febbraio 2018, 19:37
di diego checchi
Una vittoria che sicuramente ha riportato il sereno in casa rossonera anche se onestamente il clima è sempre stato buono nonostante la vittoria mancasse da tre mesi. Che cosa ha permesso alla Lucchese di sbancare l’Arena Anconetani e dove Lopez ha vinto la partita? Cerchiamo di spiegarvelo meglio dal punto di cista tattico e soprattutto a mente fredda avendo rivisitato mentalmente la strepitosa vittoria di ieri. La Lucchese si è schierata con il modulo 3-5-2 e a nostro avviso questa è stata la scelta più giusta perché i rossoneri, vestiti per l’occasione di bianco, hanno creato una grande densità in mezzo al campo chiudendo tutti gli spazi di gioco ai neroazzuri. Samuele Damiani ha dimostrato grande personalità come play maker davanti alla difesa e non sembrava proprio che fosse un ragazzo del ’98. Chiedeva il pallone, lo pretendeva e lo smistava in maniera perfetta e soprattutto a testa alta.
Le due mezzali hanno poi fatto un grande lavoro nelle due fasi, sia quando la palla era in possesso della Lucchese sia quando era nei piedi dei giocatori del Pisa, rimanendo incollate ai centrocampisti avversari e soprattutto costringendoli a rincorrerle ed a portarle fuori dalla loro posizione. Un lavoro immane lo hanno fatto anche gli esterni di centrocampo e ci riferiamo a Russu da una parte e Cecchini dall’altra. L’ex dell’Arzachena è stato impeccabile in fase difensiva ma si è proposto ed ha cercato di creare superiorità numerica. La partita di Cecchini dall’altra parte è stata perfetta, perché a parte il gran gol che ha deciso la partita, non ha sbagliato un passaggio ed una giocata. Andando alla difesa il fatto di aver schierato Bertoncini centrale è stata una sicurezza perché dal punto di vista aereo è riuscito a chiudere tutte le traiettorie.
Espeche e Capuano hanno lottato come dei leoni contro gli attaccanti del Pisa ed hanno permesso a bertoncini a volte di staccarsi dietro per dargli copertura. Passando all’attacco bisogna sottolineare che Bortolussi era quello deputato ad attaccare la profondità e ad inserirsi fra i due difensori centrali Sabotic e Lisuzzo oppure ad andare a disturbare il terzino avversario soprattutto sul lato sinistro avversario così che Filippi non ha potuto spingere più di tanto. Fanucchi è stato quello che ha fatto da raccordo fra centrocampo ed attacco alternando la posizione verticale dietro la punta oppure agendo in orizzontale quando ce ne è stato bisogno.
Ci sono piaciute anche le sue corse cosi dette di “sacrificio” in modo da poter schermare la ripartenza dei difensori avversari. Insomma la Lucchese non ha sbagliato niente e soprattutto è rimasta compatta dal primo al novantesimo facendo tanta densità sul portatore di palla e ripartendo poi di rimessa. Per finire va elogiato il gran carattere di questo gruppo perché per il proprio allenatore questi ragazzi hanno dato tutto e più di tutto e soprattutto per dare una svolta ad una stagione che cominciava a prendere una china pericolosa. Ora arriva al Porta Elisa un avversario ostico come la Pistoiese e la Lucchese dovrà per forza dimenticare in fretta l’euforia della vittoria del derby per cercare i tre punti. Dopo gli arancioni ci sarà ancora una partita casalinga contro il Gavorrano per cui in queste due gare è vietato sbagliare ma intanto la Lucchese deve pensare a preparare bene la sfida contro gli uomini di Indiani.
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