Porta Elisa News
giovedì, 8 maggio 2014, 19:32
Loro tre. E non per caso. Sono, insieme a Leandro Casapieri, la vecchia guardia. Quelli che sono ripartiti dall'Eccellenza e che in tre anni hanno tornato a fare sognare una città. La prima conferenza stampa posto Correggio e la prima, per i giocatori da parecchio tempo, tocca condurla a Simone Angeli, Fabio Aliboni e Marco Espeche. Che raccontano aneddoti sinora solo sussurrati. Come le lacrime di tutto lo spogliatoio, Pagliuca compreso, al momento della lettura di tre pagine di appunti, scritte fitte fitte, del tecnico di Cecina. Pagine di ricordi di una stagione iniziata a Coreglia, pagine di umanità, pagine di un gruppo che anche nelle difficotltà è saputo crescere. E ha saputo vincere.
Fabio Aliboni, capitano della formazione che ha regalato l'impresa, prova a ripercorre una domenica straordinaria: “Abbiamo cercato di non alzare la tensione in settimana perché la partita era già di per sé unica: se pensavamo di vincere, certo non si poteva immaginare un finale di campionato così: è la vittoria più importante della mia carriera calcistica. Nell'intervallo siamo rientrati con il giusto spirito, il rigore sbagliato ci ha dato ancora più forza, e avevamo la netta sensazione di potercela fare: si percepiva la loro paura di prendere un gol. Quando si è fatto gol pensavo non fossimo a pochissimo dalla fine. Il futuro? Spero di rientrare nei piani della società e di rimanere, ora godiamoci il momento”.
Uomo spogliatoio, uomo che è un simbolo di questa squadra, che ha saputo aspettare in panchina e incoraggiare i compagni, Simone Angeli: “A livello mentale in queste gare vieni trascinato dall'emozione, ero un po' preoccupato sotto l'aspetto fisico, ma è andata bene. Sapevo a inizio stagione che sarei stato penalizzato dalle quote per gli under ma ho sempre messo davanti il bene della squadra e credo di esserci riuscito. Ho 35 anni, quando ho accettato di venire a Lucca in Eccellenza ho fatto una scelta di vita: il nostro obiettivo era riportare la Lucchese nei professionisti. Riguardavo la partita, quando ho sentito che in tv hanno detto per errore che avevo fatto io il gol è stata una bella emozione. Le contestazioni della Correggese? Sono cavolate, dovrebbero imparare a saper perdere. Il rigore sbagliato da Tarantino? Ha capito che poteva pesare molto perché ci teneva tantissimo a fare bene e si è preso una grande responsabilità a battere il rigore, gli siamo stati vicino ma è lui che ha ritrovato le forze. Siamo stati davvero un grande gruppo con personalità, che ci ha permesso di superare i momenti difficili, bravi noi e bravo il mister: ho avuto tanti allenatori ma lui è unico. Dobbiamo dire grazie a tutti: da Emanuela Loguzzo, a Antonio Di Sotto a Bruno Dianda: nessuno escluso. E l'ambiente nell'ultima settimana ci ha dato una grandissima spinta. Ora pensiamo alla lotta per lo scudetto e poi ci saranno da affrontare piazze importanti l'anno prossimo. Credo che questa società posso aprire un ciclo: è stara una rinascita. Spero di poter giocare nella mia città ancora il prossimo anno: ne parleremo con la società”.
Marcos Espeche ha fatto un'autorete che poteva costare caro, nel mezzo però di una prestazione impeccabile: “Sapevamo che avevamo davanti attaccanti di grande spessore, ma sapevamo il nostro valore, non a caso siamo la migliore difesa del campionato. Abbiamo trovato un ambiente un po' così, e quello che è successo con i nostri tifosi potevano fare molto di più. I tifosi ci hanno dato qualcosa in più per affrontare la gara e con quello che ci hanno regalato alla partenza da Lucca e in albergo è stato davvero importante. Oltretutto si sono comportati bene anche allo stadio. Il futuro? Spero di restare”.
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