Porta Elisa News

Caos non calmo

venerdì, 27 settembre 2013, 07:34

di fabrizio vincenti

Tensione alle stelle in casa rossonera dopo l'ennesimo ma non per questo meno clamoroso dietrofront sull'acquisto dell'attaccante De Luca. L'attaccante con il suo procuratore era arrivato ieri in città per firmare l'accordo che l'avrebbe legato alla Lucchese. Sembrava tutto fatto, anche sulle cifre, ma l'accordo raggiunto con Bruno Russo non è andato bene al direttore generale Giorgio Rosadini ed è stato convocato in fretta e furia un cda per dirimere la questione. 

L'esito del cda è stato negativo: niente De Luca, sia pure tra fortissime tensioni interne. Troppo caro? Procedure interne non rispettate? Chi può dirlo. Sta di fatto che la Lucchese si è sottoposta all'ennesima figura barbina nei confronti dell'esterno. E stavolta le ripercussioni di questa diarchia ormai acclarata tra il direttore generale e quello sportivo potrebbero essere foriere di conseguenze. 

Non più tardi di pochi giorni fa c'era stato l'ultimo durissimo scontro che aveva di fatto bloccato l'ultimo giorno di mercato e comportato solo vendite e niente acquisti. Nell'assembrea dei soci successiva erano state una volta ancora definite le competenze per evitare pericolose sovrapposizioni. Tutto inutile. Il contrasto è strutturale e a esso si accompagna una diversa visione della società e anche delle prospettive di questo campionato. 

La posizione di Russo è naturalmente quella più delicata e nelle prossime ore ci sarà da capire se verrà ricomposta questa situazione che di fatto lo ha delegittimato nelle sue funzioni. Lui, per ora, molto amareggiato, preferisce non parlare. Di più. Accanto al contrasto tra Rosadini e Russo sta sempre più palesandosi quello interno alla società, con una larga parte dei soci rossoneri lucchesi che vorrebbero venisse chiuso il rapporto con il direttore generale, ritenuto inadeguato per una piazza come Lucca.

La partita è aperta, anche se Rosadini, almeno per ora, ha la fiducia dell'azionista di maggioranza Andrea Bacci, che vede in lui una sorta di riferimento in una situazione che è lontana parecchi chilometri dal luogo delle sue attività principali. Difficile se ne privi. Un'eventuale cambio dovrebbe tenere di conto della necessità per Bacci, che è azionista di maggioranza, di avere comunque un riferimento su Lucca. Un'esigenza comprensibile per una matassa non facile da sbrogliare.

Gli scenari possibili sono parecchi, quello che pare certo è che la situazione è probabilmente giunta a un punto di non ritorno. Eventuali ricomposizioni avrebbero il sapore dell'ennesima toppa, ma c'è da tenere conto anche dalla oggettiva difficoltà di cambiare tutto o parte in corsa senza alternative credibili sotto mano e della scarsa capacità reattiva della società che in questi mesi più volte ha avuto tempi di reazioni estremamente rallentati. Basta pensare alla nomina del nuovo presidente, che a distanza di tre mesi dal passaggio delle quote non è ancora avvenuta.

 




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