Detto tra noi

Quando un crotonese è più lucchese di chi è nato dentro le Mura

lunedì, 3 marzo 2014, 20:23

di fabrizio vincenti

"Posso dirvi una cosa? Son contento, per la prima volta da quando sono qui sento parlare di Lucchese". I due interlocutori, in un'edicola, si guardano imbarazzati. Chi li hai interrotti ha un marcato accento calabrese, è un giovane, da poco arrivato a Lucca. E che, sorpresa, ha deciso, trasferendosi nella nostra città, di iniziare a seguire la Lucchese: "Tifo il Crotone, ma visto che ormai la mia vita sarà qui, dato che ho rilevato un'attività, voglio iniziare a seguire i rossoneri, che tristezza vederli in queste categorie. Ho chiesto in giro, come fare per seguirla in trasferta e anche per i biglietti allo stadio e la risposta più frequente è stata: "Lascia perdere, ma che ti stai a mettere a perdere tempo con la Lucchese". Non capisco: ma a Lucca non interessa la Lucchese?". 

C'è stato da sprofondare. E il vostro cronista, in compagnia di un notissimo tifoso della Lucchese, ha allargato le braccia e detto che, in effetti, c'è una certa disaffezione. Diplomaticamente. Non ha avuto la forza di dire che c'è gente che sorride quando la Lucchese perde. E che commenta con ironia e distacco, quasi venisse da Pisa o ameni posti simili. A ricordarglielo ci ha pensato un barista della zona, anch'esso noto tifoso: "Sai quanta gente c'è che mi viene al bancone e mi sorride dicendosi contenta che la Lucchese ha perso e quest'anno non ce la farà. A volte mi verrebbe da prenderli a schiaffi". E due. Per essere lunedì, e un lunedì successivo a una vittoria che ci ha fatto venire il groppo in gola vedendo quel gruppo rossonero abbracciato a centrocampo e mister Fracassi che guida i cori dei tifosi dal campo, non c'è male. 

Eppure questa è la realtà. Come realtà è un'amministrazione comunale totalmente scollata dalla Lucchese e dallo sport a certi livelli, molto peggio delle precedenti, a partire dal titolare della delega.  Basta vedere l'atteggiamento tenuto in occasione del fallimento della Pallacanestro. Nemmeno una convocazione a palazzo Orsetti, due righe che sembravano un telegramma di condoglianze. E avanti il prossimo. Fallimento, naturalmente. Li capiamo: hanno da trovare casa ai nomadi, organizzare tornei di segone tradizionale nel cartellone degli eventi del 2014 (non è una battuta e non ridete, prego), dare vita a una gestione pauperistica del Comune, curare i rapporti con le associazioni di base, dare (e poi togliere) spazi a collettivi di estrema sinistra. Una faticaccia. Che forse rende pure in termini elettorali, almeno per quanto riguarda la Lucchese. La Lucchese, infatti, continua a stare sul gozzo a molta gente. A partire dalle società minori della zona. Peggio per loro, ci viene da aggiungere. Teniamo duro e guardiamo avanti. Senza appelli per il ritorno allo stadio o per un clima diverso. 

Il clma diverso lo potrà creare la Lucchese squadra con i risultati. E la società se avrà la forza di andare avanti, guardare lontano, essere onesta e coerente nei comportamenti. E crederci. In Lega Pro sta andando in serie B l'Entella. In Serie B sognano la massima divisione Trapani, Latina e Lanciano. Roba che, a pensarci, non si sa se iniziare a piangere da subito. E allora non dobbiamo provare a crederci noi? Dai, Pantera. Noi ci siamo. E ci saremo. Pochi o tanti. E con noi anche quel ragazzo di Crotone che ha assicurato di iniziare a volerla seguire. Più lucchese lui di tanti nati e cresciuti (male) dentro le Mura. 



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