Detto tra noi
sabato, 5 ottobre 2013, 18:10
di fabrizio vincenti
E' tutta una questione di tempistica. Ormai lo abbiamo capito. E' stato così per l'atto dal notaio per il passaggio delle quote. Come pure per l'arrivo del nuovo allenatore. E ancora dei vari giocatori. Non dimenticando la vicenda, tinteggiata talvolta di grottesco, sull'arrivo di varie punte destinate a rinforzare un reparto a dir poco anemico. Da ultimo abbiamo lasciato la questione del presidente. Un cda rinnovato, anche quello con i suoi tempi, un presidente uscente che rilascia un'intervista in cui lui stesso dichiara essere l'ultima gara, quella di imola, in quei panni.
Nel frattempo passano ancora 21 giorni e Nicola Giannecchini, a cui siamo legati per quanto ha fatto sinora con quel gruppo di volenterosi e incoscienti, lo diciamo con affetto, soci lucchesi in questi due anni, ancora è presidente. Il suo vice, Moreno Micheloni, da tempo in rottura con l'attuale linea societaria, è ancora, se non sbagliamo, in sella per quanto nemmeno più nel rinnovato cda.
Tempistica, dicevamo. Una tempistica che, a nostro avviso e lo diciamo ancora una volta con spirito costruttivo, sta facendo male alla Lucchese perché non si concilia con i tempi del calcio. Anche sul piano dell'immagine, che nel calcio come nella vita non è poco, per quanto non vada mai scissa dalla sostanza. I tifosi sono disorientati, difficile capire perché ci vogliano mesi per avere un nuovo presidente. Difficile capire un progetto che qualcuno vorrebbe concepire tenendo la Lucchese ancora nei dilettanti in attesa di crescere. E, come di consuetudine, parte il valzer delle voci. Le più disparate. Probabilmente a quello che a tratti sembra essere un fortino arroccato su stesso importerà poco. C'è il progetto come stella polare. Zitti e via.
Ma al tifoso, che come nessuno ragiona con la pancia e non sembri una diminutio perché l'istinto è maestro di vita, i conti non tornano. Con ragione. C'è bisogno di riaccendere una fiammella di speranza, c'è bisogno di entusiasmo, c'è bisogno anche di svolte. Una, a nostro avviso, è stata persa la scorsa settimana quando potevano essere sparigliate le carte societarie. Una potrebbe arrivare con la nomina di Andrea Bacci alla guida della società. E' lui l'azionista di riferimento, è lui, al di là di tutto, che decide: è lui che deve assumersi l'onere di divenire presidente della Lucchese. Siamo convinti che il calcio sia una malattia contagiosa.
Ecco perché ci piace immaginare che Bacci, che è un sanguigno, possa calarsi maggiormente nelle sorti della società rossonera da numero uno. Se così non fosse e si preferisse, ad esempio, mantenere Giannecchini alla guida, allora, basta dirlo. E, soprattutto, spiegarlo. O, ancora una volta, è una questione di tempistica? Ecco, a proposito di tempistica, ne ricordiamo una indifferibile: tentare a tutti i costi il passaggio tra i professionisti. Alla faccia della tempistica. Per non morire di inedia, lo ripeteremo sino all'inedia.
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